Il Grande Wrestling: la storia, i personaggi, le regole

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160 pagine, formato 16x21 cm (2005)

A cura di Riccardo Crivelli
Con l'introduzione del mitico Dan Peterson

Nel 1987 l’emittente televisiva privata Italia 1, sempre attenta all’evoluzione dei gusti dei giovani, importa dagli Stati Uniti le immagini di uno sport a metà tra la lotta, le arti marziali e la ginnastica acrobatica: si chiama wrestling e in America è già diventato uno show capace di muovere milioni di dollari. E pensare che in fondo era nato come puro divertimento già nel XIX secolo, nei baracconi dei circhi quando gli uomini forzuti sfidavano la gente del pubblico e che poi, tra alti e bassi, era sopravvissuto per oltre cent’anni (fu praticato anche da Carnera) fino all’intuizione dell’uomo d’affari Vince MacMahon, che all’inizio degli anni ’80 lo trasformò in business. Con una ricetta semplice: atleti dal fisico bestiale, molte volte con il volto mascherato e con nomi di fantasia altisonanti, rivalità costruite ad arte ed emozionanti evoluzioni sul ring, sempre spettacolari ma mai cruente, perché il wrestling è adrenalina pura con confezione di lusso dove il sangue non è contemplato. Nel nostro paese era già arrivato qualcosa del genere, il catch giapponese del mitico Antonio Inoki, ma in poco tempo, grazie anche alla voce di Dan Peterson, il wrestling da noi diventa una moda e i suoi personaggi, da Andre The Giant a Hulk Hogan fino al mitico John Cena, e il suo gergo, fatto di schienate, braccia tese e prese californiane, entrano nell’immaginario giovanile. Sembra una semplice infatuazione e in effetti, all’inizio degli anni ’90, la moda pare passata, anche se le tv continuano a proporlo; ma il fuoco della passione che covava sotto la cenere torna ad ardere con l’arrivo del XXI secolo: nuovi personaggi, nuove storie, immagini se possibili ancor più avvicenti. Il wrestling diventa follia collettiva: questo libro traccia la sua evoluzione dalle prime sfide improvvisate tra cowboy fino ad approdare tra le fenomenologie sociali di questa epoca.